Presentazione di Frames
Un viaggio nell’identità, nella solitudine e nel desiderio di esistere.
Vera attraversa uno spazio interiore abitato da desideri, ricordi e contraddizioni. La notte è il suo rifugio, un luogo nel quale il corpo può sottrarsi agli sguardi e la solitudine diventa una protezione dal mondo. Intorno a lei si muovono presenze, desideri e figure che sembrano incapaci di andare oltre l’apparenza.
La vita assume progressivamente i contorni di un teatro, popolato da manichini che ripetono un copione ormai ingiallito. È l’immagine di un’esistenza che rischia di smarrire la propria autenticità, imprigionata nella ripetizione e nell’incapacità di comprendere l’altro.
Attraverso la parola poetica, la musica e la dimensione visiva, il cortometraggio esplora la fragilità dell’identità e il bisogno di ritrovare un rapporto autentico con il proprio corpo e con la propria anima.
Il percorso di Vera è un movimento dalla difesa alla liberazione, dal silenzio alla possibilità di tornare a esistere. Non una richiesta di comprensione, ma un’affermazione di sé: io esisto.
Perché, prima ancora di essere riconosciuti dagli altri, bisogna poter abitare se stessi.